Lunedì, 16 Mar 2026
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Vangelo della Domenica

15 Marzo

MIO SALVATORE

Quando Maria si recò dalla cugina Elisabetta facendole sussultare il bambino in grembo, esultò nel suo cuore e innalzò all'Altissimo queste belle parole di lode: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva (Lc 1,46-48).

Anticipando il famoso discorso delle Beatitudini, proclamato dal Figlio di Dio e Maestro dell'uomo (Mt 5,3-10), questo cantico della Beata Vergine ci fa intendere una grande verità contenuta nell'espressione: "Mio Salvatore".

Maria fu una creatura come noi, nata dai due casti amori di Gioacchino e Anna, ma fu salvata in anticipo dalla colpa e dalla conseguente condanna, in vista dei meriti di Gesù Cristo. Se infatti Ella non fosse stata come noi, soggetta alle necessità della carne nonostante fosse l'Immacolata Concezione, non avrebbe avuto bisogno di essere salvata e perciò non avrebbe chiamato Dio: "Mio Salvatore".

Maria fu "presalvata" in previsione dei meriti del Redentore. Infatti, come noi possiamo salvare un uccellino inerme ancor prima che cada nella fontana, allo stesso modo Dio salvò Maria ancor prima che potesse aver bisogno di salvezza. Può dunque, a ragione, chiamare Dio: "Mio Salvatore", come lo chiamiamo noi, nonostante Ella fosse senza peccato.

Come Maria, Regina del cielo, è figlia dell'uomo e figlia di Dio, salvata in anticipo per i meriti del Redentore, così anche noi, salvati dopo essere caduti, possiamo cantare al Redentore il nostro Magnificat dicendo: Il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.


P.Enzo Redolfi