Lunedì, 16 Mar 2026
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IL Card. BATTAGLIA SI RIVOLGE “ AI MERCATI DELLA MORTE

“Il cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha scritto una lettera potente e dolorosa rivolta ai “mercanti della morte”, a chi continua a fare affari con la guerra mentre il mondo conta i suoi morti. Leggete questa lettera. Con calma. Con rispetto. Con il cuore aperto.

Ai mercanti della morte,

a voi che fate affari con il sangue degli uomini,

a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,

a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,

rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.

Vi scrivo da questa terra che trema.

Trema sotto i passi dei poveri,

sotto il pianto dei bambini,

sotto il silenzio degli innocenti,

sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo.

Vi scrivo mentre il mondo sembra aver imparato di nuovo il linguaggio di Caino.«Sono forse io il custode di mio fratello?».

E invece sì, lo siamo.
Lo siamo tutti.
E voi, più di altri, perché avete scelto non soltanto di voltare lo sguardo, ma di trarre guadagno dalla ferita del fratello.
Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi.
Notti lunghe, dove il cielo non consola e la terra restituisce soltanto macerie.
Eppure proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi.
Continua a dire che nessun uomo è nato per essere bersaglio.
Che nessun bambino ha il destino della polvere.
Che nessuna madre deve imparare a riconoscere il figlio da un brandello di stoffa.
Che la pace non è una debolezza da deridere, ma la forma più alta della forza.
Voi fate il contrario del pane.
Il pane si spezza per sfamare.
Le armi spezzano i corpi per affamare il futuro.
Il pane mette gli uomini a tavola.
Le armi scavano fosse, svuotano case, allungano tavole senza commensali.
Il pane ha il profumo delle mani.
Le armi hanno l’odore freddo dei bilanci.
E ditemi: come fate?
Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta?
Che dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato?
Come fate a chiamare “mercato” ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile: peccato?
Non vi parlo da giudice.
Non ho tribunali da aprire.
Vi parlo da uomo e da pastore.
Da credente ferito dalla ferocia dei tempi.
Da vescovo che sente nelle viscere il grido di Cristo ancora crocifisso nei popoli umiliati, nelle città devastate, nei corpi senza nome che il mare restituisce e la guerra nasconde.
Perché il Crocifisso oggi ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe.
Ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore.
Ha il volto delle donne che stringono fotografie invece di abbracciare figli.
Ha la sete dei profughi, la paura dei vecchi, il tremore di chi non ha più una casa e nemmeno una lingua per raccontare il dolore.
E voi, mercanti della morte, continuate a passare sotto quella croce come passarono un giorno i soldati, spartendovi le vesti del condannato.
Solo che oggi non tirate a sorte una tunica:
tirate a sorte interi popoli.
Scommettete sulle frontiere, sui rancori, sulle escalation, sugli equilibri armati.
E intanto chiamate pace la paura, chiamate ordine il dominio, chiamate sicurezza la minaccia permanente.
Ma non c’è sicurezza dove si semina morte.
Non c’è futuro dove si educano i giovani al sospetto.
Non c’è giustizia se la ricchezza di pochi si fonda sul lutto di molti.
E non ci sarà pace finché la guerra resterà un investimento accettabile.
Il Vangelo, invece, non tratta.
Il Vangelo non benedice le industrie della distruzione.
Il Vangelo non si abitua ai morti.
Il Vangelo non sopporta che il dolore diventi statistica e che i massacri si consumino dentro il commento stanco di un notiziario.
Il Vangelo mette un bambino al centro.
Sempre.
E quando un bambino è al centro, tutte le vostre ragioni crollano.
Crollano le dottrine militari, le alleanze opportunistiche, le giustificazioni geopolitiche, i linguaggi tecnici con cui nascondete la vergogna.
Perché davanti a un bambino ucciso non esiste più destra o sinistra, oriente o occidente, amico o nemico:
esiste solo l’abisso.
Io vi chiedo, allora, non solo di fermarvi.
Vi chiedo di convertirvi.
Sì, convertirvi.
Parola antica, parola scandalosa, parola necessaria.
Convertirsi significa smettere di pensare che tutto abbia un prezzo.
Significa riconoscere che la vita umana è sacra, o non sarà più umana.
Significa uscire dalla logica del profitto per entrare in quella della custodia.
Significa avere il coraggio, finalmente, di perdere denaro per salvare uomini.
Abbiate un sussulto.
Uno solo, ma vero.
Lasciate che vi raggiunga il pianto che avete tenuto fuori dalle vostre stanze.
Lasciate entrare il nome dei morti nei vostri consigli di amministrazione.
Lasciate che una madre vi venga a disturbare i conti.
Lasciate che il Vangelo vi rovini la quiete.
Perché non c’è pace senza disarmo del cuore,
e non c’è disarmo del cuore finché la mano resta aggrappata al profitto.
La guerra non comincia quando cade la prima bomba.
Comincia molto prima:
quando il fratello diventa un ostacolo,
quando il povero diventa irrilevante,
quando la compassione viene giudicata ingenua,
quando l’economia smette di servire la vita e decide di usarla.
Eppure io non vi scrivo per consegnarvi alla disperazione.
Vi scrivo perché persino per voi esiste una strada.
Dio non smette di bussare nemmeno alle porte più blindate.
Anche per voi c’è una possibilità di riscatto.
Anche per voi c’è un Venerdì Santo che può aprirsi alla Pasqua.
Ma dovete scendere.
Scendere dai piedistalli del potere, dai linguaggi che assolvono, dalle stanze dove la morte viene progettata senza odore e senza volto.
Dovete tornare uomini.
Prima che dirigenti, azionisti, strateghi, intermediari: uomini.
Uomini capaci di vergogna, e quindi di verità.
Io sogno il giorno in cui le vostre fabbriche cambieranno vocazione.
In cui il ferro non diventerà proiettile ma aratro,
in cui l’ingegno non servirà a perfezionare l’offesa ma a custodire la vita,
in cui i capitali saranno spesi per curare, istruire, ricostruire, accogliere.
Sogno il giorno in cui la parola “profitto” non farà più rima con “funerale”.
E so che qualcuno sorriderà, chiamando tutto questo ingenuità.
Ma l’unica vera ingenuità, oggi, è credere che la guerra salvi.
L’unica vera follia è pensare che si possa continuare a incendiare il mondo senza bruciare con esso.
L’unico realismo possibile, ormai, è la pace.
Per questo vi affido una domanda che non vi lascerà in pace, spero:
quanto sangue vi basta?
Quanto dolore deve ancora attraversare la storia perché comprendiate che state trafficando non con merci, ma con figli, con madri, con volti, con carne amata da Dio?
Fermatevi.
Prima che sia troppo tardi per i popoli.
Prima che sia troppo tardi per voi.
Fermatevi, e ascoltate il Vangelo della pace, che non urla ma insiste, che non schiaccia ma converte, che non umilia ma chiama per nome.
Ascoltate Cristo, disarmato e vero, che continua a dire:
“Beati gli operatori di pace.”
Non i calcolatori di guerra.
Non i garanti dell’equilibrio armato.
Non i venditori di paura.
Gli operatori di pace.
Il mondo ha bisogno di mani che rialzino, non di mani che armino.
Ha bisogno di coscienze sveglie, non di profitti ciechi.
Ha bisogno di profeti, non di mercanti.
E noi, Chiesa del Vangelo, non taceremo.
Non per ideologia, ma per fedeltà.
Non per ingenuità, ma per obbedienza a Cristo.
Non perché ignoriamo la complessità della storia, ma perché conosciamo il valore infinito di ogni vita.
A voi, mercanti della morte, dico dunque l’ultima parola non come condanna, ma come supplica:
restituite il futuro.
Restituite il respiro.
Restituite i figli alle madri, i padri alle case, i sogni alla terra.
Restituitevi alla vostra umanità.
La pace vi giudicherà.
Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi.
Con dolore, con speranza, con il Vangelo tra le mani.
don Mimmo Battaglia

 

 


 

Vangelo del Giorno di Fra Stefano clicca quì


Omelie di P.Bruno Moricon


Omelie di P. Luigi Maria Epicoco


Atto di Adorazione

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.

Ti offro le azioni della giornata: fa’ che siano tutte secondo la tua santa volontà per la tua maggior gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

Spiegazione e Meditazione sulla Preghiera del Mattino

La preghiera è un classico esempio di preghiera del mattino, profondamente radicata nella tradizione cristiana. Ogni frase racchiude un significato teologico e spirituale che può essere meditato per approfondire la propria fede.

"Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore."

Spiegazione: Questa è un'affermazione di adorazione e amore incondizionato. Riconosce la sovranità di Dio e la sua centralità nella vita del credente. "Adorare" significa riconoscere la grandezza e la santità di Dio, prostrandosi spiritualmente davanti a Lui. "Amare con tutto il cuore" implica un amore totale, che coinvolge mente, volontà e sentimenti, senza riserve.

Meditazione:

  • Adorazione: Rifletti sulla grandezza di Dio. Pensa alla complessità dell'universo, alla perfezione della natura, alla meraviglia della vita stessa. Tutto ciò punta a un Creatore immenso. Inginocchiati spiritualmente e riconosci la Sua maestà.

  • Amore: Come si manifesta il tuo amore per Dio nella vita quotidiana? È un amore che ti spinge all'obbedienza, al servizio, alla gratitudine? Medita su cosa significa amare Dio "con tutto il cuore" in un mondo che spesso distrae e disperde l'affetto. È un invito a riordinare le priorità e mettere Dio al primo posto.

"Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte."

Spiegazione: Questa parte esprime una triplice gratitudine:

  1. Per la creazione: Riconoscimento del dono della vita stessa.

  2. Per la fede cristiana: Gratitudine per essere stati chiamati a far parte del popolo di Dio attraverso il battesimo e la fede in Cristo.

  3. Per la protezione notturna: Ringraziamento per essere stati custoditi durante il riposo, un momento di vulnerabilità, e per aver ricevuto il dono di un nuovo giorno.

Meditazione:

  • Il dono della vita: Quante volte diamo per scontata la nostra esistenza? Ogni respiro, ogni battito del cuore è un dono. Medita sulla preziosità della tua vita come dono divino.

  • La grazia di essere cristiano: Non tutti nascono in un contesto di fede. Rifletti sulla grazia del tuo battesimo e sulla chiamata a seguire Cristo. Cosa significa essere cristiano per te oggi? È solo un'etichetta o una via di vita attiva?

  • La protezione divina: Dopo una notte di riposo, pensa a quante cose avrebbero potuto andare storte. La tua salute, la tua casa, la tua famiglia sono state protette. Questa gratitudine ti apre gli occhi sulla costante provvivenza di Dio nella tua vita.

"Ti offro le azioni della giornata: fa’ che siano tutte secondo la tua santa volontà per la tua maggior gloria."

Spiegazione: Questa è un'affermazione di offertorio e intenzione. Si offre a Dio l'intera giornata, chiedendo che ogni azione, pensiero e parola sia allineata alla Sua volontà e finalizzata alla Sua gloria, non alla propria. È un atto di consacrazione quotidiana.

Meditazione:

  • Offrire la giornata: Prima di iniziare le tue attività, pensa a cosa farai oggi. Che si tratti di lavoro, relazioni, studio, riposo, puoi consacrare ogni momento a Dio. Come puoi trasformare le tue azioni ordinarie in atti di amore e servizio a Lui?

  • La volontà di Dio: Spesso cerchiamo la nostra volontà. Qui si chiede che sia la volontà di Dio a guidarci. Questo richiede ascolto, discernimento e disponibilità a rinunciare ai propri piani se non conformi alla Sua volontà. Pensa a come puoi cercare e mettere in pratica la volontà di Dio nelle decisioni grandi e piccole di oggi.

  • La maggior gloria di Dio: La nostra vita non è fine a sé stessa. Siamo chiamati a manifestare la gloria di Dio. Come le tue azioni possono riflettere la Sua luce, il Suo amore, la Sua giustizia nel mondo? Questo eleva ogni compito, rendendolo parte di un disegno più grande.

"Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen."

Spiegazione: Questa è una supplica per la protezione divina e un'invocazione della grazia.

  • Dal peccato e dal male: Riconosce la nostra fragilità e la presenza del male nel mondo, chiedendo l'aiuto di Dio per resistere alla tentazione e alle influenze negative.

  • La grazia: Si chiede la grazia divina, ovvero l'aiuto soprannaturale di Dio, indispensabile per vivere una vita santa e per affrontare le sfide quotidiane.

  • Per i cari: Allarga la preghiera non solo a sé stessi ma anche a coloro che amiamo, mostrando carità e intercessione.

  • Amen: Sigilla la preghiera con l'affermazione "così sia", esprimendo fede e fiducia che la preghiera sarà esaudita.

Meditazione:

  • Vigilanza e umiltà: Siamo vulnerabili al peccato. Medita sulle tue debolezze e sulle tentazioni che potresti affrontare oggi. Chiedi a Dio la forza di resistere e l'umiltà di riconoscere quando hai bisogno del Suo aiuto.

  • La potenza della grazia: La grazia di Dio non è solo un concetto, è una forza che ci trasforma. Pensa a momenti in cui hai sentito la presenza o l'aiuto di Dio nella tua vita. Chiedi che questa grazia ti accompagni in ogni passo e in ogni decisione.

  • Preghiera per gli altri: Il nostro amore non è solo per noi stessi. Estendi la tua preghiera a familiari, amici, colleghi, persone che conosci e anche a coloro che soffrono o sono nel bisogno. Questa intercessione rafforza la tua comunione con Dio e con il prossimo.      MB


    PIEVE DI CADORE

Pieve di S. Maria Nascente, costituita nel primo millennio cristiano, Madre di tutte le Comunità cristiane del Cadore.
Parrocchia Santa Maria Nascente
Altitudine m 878 Abitanti 1545
Festa patronale 8 settembre: Natività di Maria.
La festa ebbe origine probabilmente nel secolo V in Oriente, dove era viva la tradizione della casa natale di Maria. A Roma venne introdotta nel secolo VII. Celebra l'iinizio  del piano di  redenzione: la nascita della bambina ebrea, umile discendente  della famiglia reale  di Davide,chiamata ad essere il tempio del Verbo incarnato.
Altre feste:
• 29 giugno, Santi apostoli Pietro e Paolo, compatroni;
• 10 agosto, San Lorenzo, patrono di Sottocastello.
La  comunità cristiana del  Cadore  fu fondata  presumibilmente già  nel secolo IV dai  missionari aquileiesi.Una chiesa antica, dedicata ai santi Pietro e Paolo, sorgeva sul vicino Montericco. La chiesa pievanale dedicata alla Madonna è documentata dal secolo XII. E' la madre di tutte le parrocchie del Cadore: fino al secolo XIV i sacerdoti della canonica di Pieve si recavano ad officiare fin nei più lontani villaggi ed a Pieve convenivano le popolazioni di tutto il Cadore per i riti più importanti. L'edificio attuale, progettato da Domenico Schiavi di Tolmezzo (secolo XVIII), conserva opere d'arte ed arredi antichi: pitture dei "nostri" Tiziano, Francesco, Cesare, Marco e Orazio Vecellio; poi  del Bassano, Dolci, Catena, Palma il Giovane, Cattarino Veneziano, Diziani; frammenti dell'altare a portelle quattrocentesco; argenterie; paramenti tra i quali un quattrocentesco piviale di velluto ricamato.
Indirizzo:Piazza:Tiziano 41, 32044 PIEVE DI CADORE
Tel e Fax 0435 32261 cell.3405172120 : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Pievano: Mons.Diego Soravia

 

 


Come posso confessarmi?
«Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali.»
Nella nota della Penitenzieria Apostolica di venerdì scorso sul sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia, vi è indicato come le circostanze causate della diffusione del nuovo coronavirus, che stanno obbligando le persone a rimanere a casa e non poter recarsi a messa e a confessarsi, non modifichino le prescrizioni del Codice di diritto canonico. Lo ha ribadito anche Papa Francesconell’omelia alla celebrazione mattutina del medesimo giorno nella cappella di Casa Santa Marta:
«Io so che tanti di voi, per Pasqua, andate a fare la Confessione per ritrovarvi con Dio. Ma tanti mi diranno oggi: “Ma padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire da casa? […] Tu fai quello che dice il Catechismo. È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti, parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: “Signore, ho combinato questo, questo, questo… Scusami”. E chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di dolore, e promettigli: “Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso”. E subito tornerai alla grazia di Dio. Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il Catechismo, al perdono di Dio senza avere un sacerdote “a portata di mano”. Pensateci: è il momento! Questo è il momento giusto, il momento opportuno. Un Atto di dolore ben fatto, e così la nostra anima diventerà bianca come la neve.»
In questi giorni difficili, la preghiera dà anche la possibilità di ricevere un’indulgenza speciale. Un’altra nota della Penitenzieria Apostolica, rilasciata sempre venerdì, concede l’indulgenza plenaria, oltre che ai fedeli affetti da Coronavirus, agli operatori sanitari e ai loro familiari con determinate condizioni,
«a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.»