Sabato, 16 Ott 2021
Tu sei qui: Home Lectio Divina 10 ott
Lectio Divina 10 ott
Lectio Divina da ocarm.org

Domenica, 10 Ottobre, 2021
Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso
sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce
della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli
avvenimenti sconvolgentidella tua condanna e della tua morte. Così, la croce che
sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di
risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti,
affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza
della tuarisurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come
fonte di fraternità,di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria,
che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
Lettura
Chiave di lettura:
Il vangelo di questa 28a domenica del tempo ordinario racconta la storia di un
giovane che chiede a Gesù qual è il cammino per la vita eterna. Gesù gli dà una
risposta, ma il giovanenon accetta, perché era molto ricco. La ricchezza offre una
certa sicurezza alle persone e queste hanno difficoltà a privarsi di questa sicurezza.
Attaccate ai vantaggi dei loro beni, queste persone vivono preoccupate di
difendere i loro propri interessi. Il povero non haquesta preoccupazione, e per
questo è più libero. Ma ci sono poveri con mentalità da ricchi. Sono poveri, ma non
sono “poveri in spirito” (Mt 5,3). Non solo la ricchezza, ma anche il desiderio di
ricchezza, possono trasformare la persona e renderla schiava dei beni di questo
mondo. Ed avrà difficoltà ad accettare l’invito di Gesù: “Va, vendi tutto quello che
hai e dalloai poveri, ed avrai un tesoro nel cielo; e prendi la tua croce e seguimi” (Mc
10,21) Non farà il passo che Gesù chiede. Ed io sono capace di lasciare tutto per il
Regno?
Nel testo che ora ascoltiamo, diverse persone cercano Gesù per chiedergli un
consiglio: il giovane ricco, i discepoli e Pietro. Nel corso della lettura cercheremo di
essere attenti alla preoccupazione di ciascuna di queste persone ed alla risposta
che Gesù ha per loro.
Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Marco 10,17: La richiesta della persona che vuole seguire Gesù
Marco 10,18-19: La risposta inattesa ed esigente di Gesù
Marco 10,20-21: La conversazione tra Gesù ed il giovane
Marco 10,22: Il giovane si allarma e non vuole seguire Gesù
Marco 10,23-27: Conversazione tra Gesù ed i discepoli sull’entrata dei ricchi nel
Regno

Marco 10,28: La domanda di Pietro
Marco 10,29-30: La risposta di Gesù
Il testo: Dal Vangelo secondo Marco 10, 17-30
17Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in
ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la
vita eterna?».
18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio
solo.
19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non
rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia
giovinezza».
21Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi
quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».
22Ma egli,
rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente
coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».
24I discepoli rimasero
stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel
regno di Dio!
25 E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco
entri nel regno di Dio».
26Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chimai si
può salvare?».
27Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non
presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».
28Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù
gli rispose: « In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratellio sorelle o
madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo,
30che non riceva già al
presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a
persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.»
Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
Qual è il punto di questo testo che ti ha colpito di più? Perché?
Qual è la preoccupazione del giovane e quale il suo inganno?
Cosa significa per noi oggi: “Va, vendi tutto, dallo ai poveri”? E’ possibile prendere
questa frase letteralmente?
Come capire il paragone dell’ago e del cammello?
Come capire il centuplo in questa vita, ma con persecuzioni?
Come capire e praticare oggi i consigli che Gesù dà al giovane ricco?
Per coloro che desiderano approfondire
maggiormente il tema
Contesto di ieri e di oggi:
Il Vangelo di questa domenica descrive la conversione progressiva che, secondo
l’invito di Gesù, deve avvenire nel nostro rapporto con i beni materiali. Per poter
capire tutta la portata delle istruzioni di Gesù è bene ricordare il contesto più ampio
in cui Marco colloca questi testi. Gesù sta andando verso Gerusalemme, dove sarà
crocifisso (cf. Mc 8,27; 9,30.33; 10,1.17.32). Sta per dare la sua vita. Sa che presto sarà
ucciso, ma non si tira indietro. E dice: “Il Figlio dell’Uomo non è venuto per essere
servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti!” (Mc 10,45) Questo
atteggiamento di fedeltà e di dedizione alla missione ricevuta dal Padre gli offre le
condizioni per poter indicare cosa realmente importa nella vita.
Le raccomandazioni di Gesù valgono per tutti i tempi, sia per la gente ai tempi di
Gesù edai tempi di Marco, sia per noi oggi, nel XXI secolo. Sono come degli specchi
su cui si rispecchia ciò che è veramente importante nella vita, ieri ed oggi:
ricominciare, sempre da capo, la costruzione del Regno, rinnovando il rapporto
umano in tutti i livelli, sia tra di noi e con Dio, come pure con i beni materiali.
Commento del testo:
Marco 10,17-19: I comandamenti e la vita eterna
Una persona arriva e chiede: “Maestro buono, cosa devo fare per ereditare la vita
eterna?” Il vangelo di Matteo dice che si trattava di un giovane (Mt 19,20.22). Gesù
risponde bruscamente: “Perché mi chiami buono. Nessuno è buono, se non Dio solo!”
Gesù devia l’attenzione da se stesso verso Dio, poiché gli interessa fare la volontà del
Padre, rivelare il Progetto del Padre. Subito Gesù: “Tu conosci i comandamenti: non
uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, onora il
padre e la madre”. Il giovane aveva chiesto cosa fare per ereditare la vita eterna. Voleva
vivere accanto a Dio! E Gesù gli ricorda solo i comandamenti che indicano una vita
accanto al prossimo! Non ricorda i tre primi comandamenti che definiscono il rapporto
con Dio! Per Gesù, riusciamo solo a stare bene con Dio, se riusciamo a stare bene con
il prossimo. Non ci si può ingannare. La porta per arrivare a Dio è il prossimo. Non
un’altra!
Marco 10,20: Osservare i comandamenti, a cosa serve?
Il giovane risponde che già osserva i comandamenti da molto tempo. Ciò che è strano,
è ciò che segue. Il giovane ha chiesto di sapere qual è il cammino della vita eterna. Ora,
il cammino della vita eterna era e continua ad essere: fare la volontà di Dio espressa nei
comandamenti. Vuol dire che quell’ uomo osservava i comandamenti senza sapere a
cosa servono! Non sapeva che l’osservanza dei comandamenti che lui praticava, fin
dalla sua infanzia, era il cammino per giungere fino a Dio, fino alla vita eterna. E’ come
molti cattolici di oggi che non sanno a cosa serve essere cattolici. ”Sono nato in Italia,
sono nato in Irlanda, per questo sono cattolico!” Un’abitudine!
Marco 10,21-22: Condividere i beni con i poveri
Gesù lo guarda, lo ama e gli dice: Solo una cosa ti manca: va, vendi ciò che tieni, dallo
ai poveri ed avrai un tesoro nel cielo, e poi vieni e seguimi! Gesù non condanna il
giovane, non lo critica, ma cerca di aiutarlo a fare un passo in più nella vita. La

conversione che Gesù chiede è progressiva. L’osservanza dei comandamenti non è che
il primo gradino di una scala che va più lontano e più in alto. Gesù chiede di più!
L’osservanza dei comandamenti prepara la persona a poter giungere al dono totale di
sé a favore del prossimo. I Dieci Comandamenti sono il cammino per giungere alla
pratica perfetta dei due comandamenti dell’amore verso Dio e verso il prossimo (Mc
12,29-31; Mt 7,12). Gesù chiede molto, ma lo chiede con molto amore. Il giovane non
accetta la proposta di Gesù e se ne va “perché era molto ricco”.
Marco 10,23-27: Il cammello e la cruna dell’ago
Dopo che il giovane si allontana, Gesù commenta la sua decisione: Come è difficile per
un ricco entrare nel Regno di Dio! I discepoli rimangono sbigottiti. Gesù ripete la stessa
frase ed aggiunge un proverbio che si usava per indicare una cosa umanamente
impossibile. E’ più facile per un cammello passare per la cruna i un ago che per un ricco
entrare nel Regno di Dio! Ogni popolazione ha le sue espressioni ed i suoi proverbi che
non possono essere presi letteralmente. Per esempio, in Brasile, per dire che una
persona non deve più dar fastidio agli altri si dice: “Vattene a fare un bagno!” Se si
prende questa espressione letteralmente la persona è ingannata e non si rende conto
del messaggio! Lo stesso dicasi per il cammello che deve passare per la cruna di un
ago. Impossibile!
I discepoli rimangono sbigottiti con l’affermazione di Gesù! Segno questo che non
avevano capito la risposta di Gesù al giovane ricco: “Va, vendi tutto, dallo ai poveri, e
vieni e seguimi!” Il giovane aveva osservato i comandamenti, ma senza capire il perché
dell’osservanza. Qualcosa di simile stava avvenendo con i discepoli. Per seguire Gesù
loro avevano abbandonato tutti i beni (Mc 1,18.20), ma senza capire il perché
dell’abbandono! Perché, se l’avessero capito, non sarebbero rimasti così sbigottiti
davanti all’esigenza di Gesù. Quando la ricchezza o il desiderio di ricchezza occupa il
cuore e lo sguardo della persona, questa non riesce a capire il senso della vita e del
vangelo. Solo Dio stesso può aiutarla! “Per gli uomini questo è impossibile, ma non per
Dio. Poiché a Dio tutto è possibile”.
Quando Gesù parla della quasi impossibilità del fatto che “un ricco entri nel Regno di
Dio”, si riferisce, non in primo luogo all’entrata in cielo dopo la morte, ma sì all’entrata
nella comunità attorno a Gesù. Fino ad oggi, è molto difficile ad un ricco abbandonare
tutto ed entrare in una piccola comunità ecclesiale di base e sedersi accanto ai poveri,
insieme a loro, per così seguire Gesù.
Marco 10,28-30: La conversazione tra Gesù e Pietro
Pietro aveva capito che “entrare nel Regno di Dio” era la stessa cosa che seguire Gesù
in povertà, poi le chiede: “Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Che avremo
in seguito?” Malgrado l’abbandono, Pietro aveva la mentalità di prima. Ancora non
aveva capito il senso del servizio e della gratuità. Lui ed i suoi compagni
abbandonarono tutto per avere qualcosa in cambio: “Che avremo in seguito?” La
risposta di Gesù è simbolica. Lascia intravedere che non devono aspettarsi nessun
vantaggio, nessuna sicurezza, nessuna promozione. Riceveranno il centuplo, questo sì!
Ma con persecuzioni in questa vita! Nel mondo futuro avranno la vita eterna di cui
parlava il giovane ricco. “In verità, in verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato
casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo,
che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli
e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.”

Ampliando l’informazione:
Gesù e la scelta per i poveri
Una duplice schiavitù marcava la situazione della gente di Galilea ai tempi di Gesù: (i)
La schiavitù della politica di Erode, appoggiata dall’Impero Romano, manteneva
ovunque un sistema ben organizzato di sfruttamento e di repressione. (ii) La schiavitù
della religione ufficiale, mantenuta dall’autorità religiosa dell’epoca. A causa di questo,
la famiglia, la comunità, il clan, stava disintegrandosi ed una gran parte della gente
viveva esclusa, marginata, senza un luogo, senza una religione, senza una società. Per
combattere questa disintegrazione della vita comunitaria e familiare, c’erano diversi
movimenti che, come Gesù, cercavano un nuovo modo di vivere e convivere in
comunità. Per esempio, gli esseni, i farisei e, più tardi, i zeloti, tutti loro vivevano in
comunità. Nella comunità di Gesù, per esempio, c’era qualcosa di nuovo che la
differenziava dagli altri due gruppi. Era l’atteggiamento davanti ai poveri e gli esclusi.
Le comunità dei farisei vivevano separate. La parola “fariseo” vuol dire “separato”.
Vivevano separate dal popolo
impuro. Molti farisei consideravano il popolo ignorante e
maledetto (Gv 7,49), pieno di peccato (Gv 9,34). Non imparavano nulla dalla gente (Gv
9,34). Gesù e la sua comunità, al contrario, vivevano mescolati con gente esclusa,
considerata impura: pubblicani, peccatori, prostitute, lebbrosi (Mc 2,16; 1,41; Lc 7,37).
Gesù riconosce la ricchezza ed il valore che posseggono (Mt 11,25-26; Lc 21,1-4).
Proclamateli felici, perché il Regno è loro, dei poveri (Lc 6,20; Mt 5,3). Definisce la sua
propria missione come “annunciare la Buona Nuova ai poveri” (Lc 4, 18). Lui stesso vive
come un povero. Non possiede niente suo, nemmeno una pietra per riposare il capo
(Lc 9,58). E a coloro che volevano seguirlo per vivere con lui in comunità, lui fa scegliere:
o Dio o il denaro! (Mt 6,24). Ordina di fare delle scelte per i poveri! (Mc 10,21)
La povertà che caratterizzava la vita di Gesù e dei discepoli, caratterizzava anche la
missione. Al contrario degli altri missionari (Mt 23,15), i discepoli di Gesù non potevano
portare nulla con sé, né oro, né argento, ne due tuniche, né una bisaccia, né sandali (Mt
10,9-10). Dovevano aver fiducia nell’ospitalità (Lc 9,4; 10,5-6). E nel caso di essere accolti
dal popolo, dovevano lavorare come tutti gli altri e vivere di ciò riceveranno in cambio
(Lc 10,7-8). Dovevano occuparsi dei malati e dei bisognosi (Lc 10,9; Mt 10,8). Ed allora
possono dire alla gente: “Il Regno è giunto” (Lc 10,9).
D’altro canto, quando si tratta di amministrare i beni, ciò che colpisce nelle parabole di
Gesù è la serietà che chiede nell’uso di questi beni (Mt 25,21.26; Lc 19, 22-23). Gesù vuole
che il denaro sia posto al servizio della vita (Lc 16,9-13). Per Gesù, essere povero non è
sinonimo di essere fannullone e negligente.
Questa testimonianza diversa a favore dei poveri era il passo che mancava nel
movimento popolare dell’epoca dei farisei, esseni e zelati. Ogni volta che nella Bibbia
sorge un movimento per rinnovare l’Alleanza, ricominciano stabilendo il diritto dei
poveri, degli esclusi. Senza questo, l’Alleanza non è possibile. Cos’ facevano i profeti, così
fa Gesù. Denuncia l’antico sistema che, in Nome di Dio, escludeva i poveri. Gesù
annuncia un nuovo inizio che, in Nome di Dio, accoglie gli esclusi. Questo è il senso ed
il motivo dell’inserimento e della missione della comunità di Gesù in mezzo ai poveri.
Attinge dalla radice ed inaugura la Nuova Alleanza.

Orazione di un Salmo 15 (14)
L’ospite di Dio!
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte? Colui che cammina senza colpa, agisce con
giustizia e parla lealmente, non dice calunnia con la lingua, non fa danno al suo
prossimo e non lancia insulto al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia; presta denaro senza fare usura, e non accetta
doni contro l'innocente.Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre.
Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà
del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per
eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre,
possiamo nonsolo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il
Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.