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Vangelo della Domenica

14 Agosto 2022

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)

Il fuoco di Dio

Cosa intende il Maestro con queste parole: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso? Intende che, come il fuoco riscalda, illumina, brucia, consuma, purifica, fonde e trasforma, così il fuoco della Carità riscalda i cuori, illumina le menti, brucia il male, consuma il peccato, purifica il corpo, fonde i popoli, trasforma la vita. Il "fuoco" del Signore, infatti, serve a farci santi, spirituali, amati, divini.

La forza che il Redentore ci dona, purifica in noi quella parte che appartiene alla terra e ci riempie di energia, per farci sempre più vivi, ad immagine del Dio vivente. Tale forza, che divampò nel cuore della Vergine e dei santi, dei patriarchi e dei profeti, dei consacrati e dei giusti, aiuta, conforta, monda, accende, penetra e feconda ogni persona di buona volontà che non rifiuta la grazia. Il fuoco di Dio è lo Spirito Santo, che compendia in Sé tutte le divine virtù e potenze, poiché Egli è Luce, Amore, Sapienza. È detto infatti: "Vieni, Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore".

L'amore è la forza che incendia il mondo, che lo riscalda, lo purifica, lo trasforma, lo illumina e lo fonde in Dio. Anche l'apostolo Paolo ci incoraggia a percorrere questa via dicendo: Deposto tutto ciò che è di peso, e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. È Gesù, infatti, la fonte e il compimento della nostra fede, che ci permette di "correre" verso il cielo e di salire leggeri verso l'alto, come il profeta Geremia che fu tirato su dall'umida cisterna.

Il Messia è venuto a portare il "fuoco" sulla terra. Esso riscalda e illumina, ma anche brucia e separa. Ecco perché, scorrendo il Vangelo di oggi, troviamo anche la seguente espressione: Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.

Detta da Colui che è il "Principe della pace" (Is 9,5), sembra un'espressione immorale e contraddittoria, ma non è così. Infatti, proprio perché Gesù è venuto a portare il fuoco dell'Amore, porta anche il bruciore della divisione, perché la sua Parola non è sempre accolta, la sua Fede non è sempre vissuta, la sua Virtù non è sempre imitata.

San Paolo chiarisce bene questo concetto dicendo: La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore (Eb 4,12). Lo stesso Gesù, prima di essere arrestato disse agli apostoli: Chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una (Lc 22,36).

Perfino nelle famiglie e nella Chiesa si creano divisioni, a causa della fede e del modo di viverla. Sia perché la fede è una pietra d'inciampo e una spina, per chi non teme Dio (Ger 6,21) come è profetizzato: Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori (Lc 2,34-35), sia perché Satana odia chi vuole la santità e istiga i buoni a non volerla, servendosi anche delle persone che hanno accanto, per essere ancora più tagliente.

Può il Redentore incitare all'odio, alla guerra, alla vendetta? No, perché Egli è il Santo. Tuttavia il suo Amore trova un'accanita opposizione nel demonio e nei suoi adepti. La divisione, perciò, è una conseguenza necessaria per chi ama Dio e odia il diavolo. Si devono infatti separare i figli delle tenebre dai figli della luce, il bene dal male, la virtù dalla corruzione, la religione vera da quella falsa. Senza divisione si creerebbe un allarmante miscuglio, in cui tutto è vero, lecito, permesso. No, Dio non accetta compromessi, tiepidezze, conciliazioni, impasti. Dio è uno solo, come una sola è la Verità. Satana lo sa ed è per questo che, al contrario di Dio, vuole unire, anziché dividere, per poi distruggere meglio ciò che ha unito.

Noi siamo luce e sale della terra. Guai se la luce diventa tenebra e se il sale perde sapore (Mt 5,13-14). Il chirurgo non taglia forse la parte malata per proteggere quella sana? Così dobbiamo fare anche noi. E se Dio permette il male è perché il bene sia ancor più conosciuto e si manifesti la vera Chiesa. Dice l'Apostolo: È necessario che avvengano divisioni tra voi, perché si manifestino quelli che sono i veri credenti (1Cor 11,19).

Il profeta Geremia fu gettato nella cisterna, perché non voleva tacere la verità. Anche noi, non dobbiamo rinnegare il vero Maestro per seguire i falsi discepoli, e non dobbiamo temere di testimoniare la nostra fede per rispetto della fede altrui. Solo così possiamo davvero essere "fuoco" che porta al mondo il calore e la luce di Dio. Solo così possiamo essere "divisione", per guarire chi è malato e proteggere chi è sano.

P.Enzo Redolfi