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Vangelo della Domenica

27 Novembre 2022

I DOMENICA DI AVVENTO (A)

Verrà

Con questa domenica inizia il nuovo tempo liturgico di Avvento: quattro settimane in preparazione del Santo Natale. Trattandosi di un tempo di attesa, siamo nuovamente invitati a vegliare, a convertirci e ad attendere nostro Signore con in mano le lampade accese delle buone opere (Mt 25,1-13). È molto chiara la seguente orazione che viene recitata dal sacerdote all'inizio della Messa: "Suscita in noi, o Dio, la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli". Infatti che cos'è l'Avvento? A che serve? È un'occasione nuova per rafforzare la nostra volontà, accogliendo in noi la proposta di Gesù di seguirlo nella via dell'amore e così condividere con Lui il suo regno di luce.

Avvento significa "venuta", o anche "avvenimento", perché ci si prepara alla grande festa della Nascita di Gesù, vero Dio e vero uomo. Egli viene ancora in mezzo a noi. Non più con la sua forma corporale come quando predicava nelle città della Palestina, bensì con la sua forma soprannaturale e divina. Viene ancora, come duemila anni fa, per chiamarci a seguirlo sulla via del bene e della virtù. Attende la nostra risposta, prima che ritorni per la seconda volta, non più come Maestro e Salvatore ma come Giudice e Re, perché ci ama e vuole che tutti siano preparati, o almeno abbiano avuto il tempo di prepararsi, prima del giudizio finale.

L'ultima venuta di Gesù è sicura e sarà improvvisa. Ecco perché ci raccomanda: Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Vegliare vuol dire vivere il nostro giorno terreno come se fosse l'ultimo, pensare spesso alle cose del cielo, non poltrire negli agi del mondo, liberarci dalle schiavitù del progresso, non gozzovigliare nei piaceri della vita, non stordirci nei divertimenti della terra, ma nutrirci della santa Parola, fare silenzio per sentire lo Spirito, mortificarci in ciò che allontana dalla grazia, compiere azioni buone, meditare i misteri divini, ricordarci che presto moriremo.

Il giorno è vicino, perché la notte è avanzata. Già la "Stella del mattino", Maria, aumenta la sua luce per dirci che ormai il giorno è prossimo e che dobbiamo prepararci al "Sole" che sorge, a Colui che metterà in luce tutte le azioni degli uomini, sia quelle buone, come quelle cattive. Dice Gesù: Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo.

Il mondo mangia, beve, si diverte, fa progetti, programmi, investimenti, inebriato dalle soddisfazioni della terra e sedotto davanti al "vitello d'oro". L'arca di Noè c'è ancora ed è la Chiesa. Chi entra in essa sarà salvo, e il castigo di Dio non la toccherà. Come Noè che si stava costruendo una nave su terra asciutta, così molti disprezzano chi pratica la legge di Dio e si "costruisce" la salvezza per non essere immerso dalle acque del giudizio. Chi ride della religione dice ai credenti: "Cosa fai? Chi te lo fa fare di faticare in questo modo? Godi la vita, tanto Dio non c'è. Di là non c'è nulla! Il regno è qui, in questo mondo che vediamo e gustiamo. Tutto il resto è sogno e invenzione per tener soggetti. Ti sacrifichi per nulla".

La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né credono alla ricompensa delle anime pure (Sap 2,21-22). Alziamo perciò lo sguardo al cielo, e facciamo come dice il profeta Isaia: Venite, saliamo sul monte del Signore. Sì saliamo, anche se con fatica, per raggiungere la meta della vera beatitudine, proprio come dice oggi l'apostolo Paolo: Gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.

P.Enzo Redolfi